Edward Hasbrouck è una delle figure storiche dell’obiezione alle armi e al servizio militare negli Stati Uniti. Nel 1982 viene denunciato dal Dipartimento di Giustizia e processato con altri 19 attivisti che contestavano pubblicamente l’obbligo di registrazione alle liste di leva per i giovani statunitensi reintrodotto nel 1980. Viene condannato e passa quattro mesi e mezzo in un campo di prigionia federale, ma come racconta la Rete nazionale che si oppone alla militarizzazione dei giovani (NNOMY - National Network Opposing the Militarization of Youth) vince di fatto la sua lotta: “I processi molto pubblicizzati contro gli organizzatori della resistenza alla registrazione di leva si rivelarono controproducenti per il governo e servirono solo a richiamare l'attenzione sull'incapacità del governo di perseguire un numero significativo di non registrati e a rassicurare questi ultimi che non erano soli nella loro resistenza e che comunque bastava non attirare l'attenzione su di sé”.
Lo stesso Hasbrouck conferma che ancora oggi è così: “Dal 1980, tutti i cittadini o residenti statunitensi di sesso maschile sono tenuti a registrarsi presso l'SSS (Social Security System) al compimento dei 18 anni e a comunicare all'SSS ogni cambio di indirizzo fino al compimento dei 26 anni. L'inosservanza è la norma. Meno del 40% degli uomini che hanno compiuto 18 anni nel 2023 si è registrato presso l'SSS. L'applicazione dell'obbligo di registrazione è stata abbandonata nel 1986 dopo appena 20 processi farsa contro persone non registrate come me, le cui dichiarazioni pubbliche potevano essere utilizzate per dimostrare che il nostro rifiuto era consapevole e volontario".
Ora, come vi abbiamo raccontato in questo precedente approfondimento (L’iscrizione alla leva diventa “automatica” in USA, del 7 maggio 2026), l’amministrazione Trump vorrebbe rendere “automatica” l’iscrizione alle liste di leva dei giovani statunitensi rilanciando così il movimento per l’obiezione di coscienza. Insieme ad altre 40 associazioni pacifiste, la NNOMY ha chiesto al governo di sospendere l’iscrizione automatica di leva “perché è sbagliata e non funziona” (il documento potete leggerlo più sotto). L’attivismo delle reti pacifiste negli USA è significativo e in aumento, non solo per la moltiplicazione dei rischi di guerra e le continue campagne di reclutamento per un sistema di difesa in espansione. Ma proprio perché i governi tornano a minacciare la coscrizione. La NNOMY ha in corso diverse campagne sul tema: contro il reclutamento e la presenza dei militari nelle scuole pubbliche, per impedire che le scuole forniscano i dati degli studenti ai militari, contro la profilazione degli studenti e ovviamente per sottrarsi alle liste di chiamata.
L’obiezione di coscienza è un diritto che bisogna rivendicare individualmente sapendo come fare. Anche in Germania dove è un diritto costituzionalmente riconosciuto, bisogna seguire attentamente una procedura: “La domanda di obiezione di coscienza al servizio militare deve essere presentata per iscritto o registrata presso l'Ufficio federale per la gestione del personale delle forze armate tedesche che deve confermare la ricezione della domanda e, dopo aver accertato l'idoneità medica del richiedente durante la visita di leva, la trasmette all'Ufficio federale per la famiglia e la società civile, che poi decide in merito”.
La documentazione richiesta comprende: “una breve lettera in cui si invoca il diritto fondamentale all'obiezione di coscienza al servizio militare ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3, frase 1 della Costituzione e la vostra firma”; “un CV completo in formato tabellare”; “una dichiarazione dettagliata e personale che spieghi le ragioni della tua obiezione di coscienza. Nota bene: la dichiarazione che spiega la tua obiezione di coscienza richiede un esame personale e individuale dei motivi per cui rifiuti il servizio militare con armi. Formulazioni generiche, argomentazioni precompilate o contenuti non scritti da te, così come modelli per le domande di obiezione di coscienza reperibili su internet, non soddisfano i requisiti”.
Attenzione perché bisogna consegnare anche “la cartolina di precetto legalmente valida rilasciata dalle Forze armate tedesche dopo la valutazione di idoneità,” ma è scritto tra le righe e non nell’elenco. C’è quindi una commissione incaricata di sindacare se la domanda è genuina oppure no. E ci metterà “alcuni mesi” anche se “a causa dell'elevato numero di domande attualmente in corso, i tempi di elaborazione potrebbero essere più lunghi”. Precisa l’ufficio: “Vi preghiamo gentilmente di astenervi dal richiedere informazioni sullo stato della pratica in anticipo, poiché ciò potrebbe ritardare ulteriormente l'elaborazione di tutte le richieste”.
La chiamata al servizio militare è sospesa per chi ha inviato la richiesta ma solo in caso di pace: “In tempi di tensione o di difesa, la situazione giuridica cambia e la coscrizione è possibile”. Quindi tutti i giovani tedeschi che hanno fatto richiesta ma che non hanno ricevuto ancora conferma sono comunque arruolabili. Quale è la coerenza col principio costituzionale che dice: “Nessuno può essere costretto, contro la sua coscienza, al servizio in guerra con le armi”?
Va peggio ovviamente in quei Paesi in cui la guerra c’è oppure la militarizzazione è dominante rispetto ai diritti individuali. La War Resisters’ International, che raccoglie associazioni di oltre 40 Paesi, stila ogni anno l’elenco degli obiettori perseguitati di cui riesce ad avere notizie certe. In Italia la lista viene ripresa dal Movimento Nonviolento, nell’ambito della Campagna di Obiezione alla guerra, e in questi anni riguarda soprattutto attivisti di Russia e Ucraina perseguitati per le loro proteste pacifiche contro la guerra, insieme agli obiettori di coscienza di Singapore, Eritrea, Corea del Sud e Israele.
Cominciamo da Israele e dalla storia di Yuval Peleg, che a gennaio scorso così ringraziava Amnesty International: “Dopo cinque condanne consecutive per un totale di 130 giorni di prigione militare per aver rifiutato di arruolarmi, sono finalmente stato scarcerato ed esonerato dalla leva. Sono incredibilmente felice di essere fuori dalla prigione: è stata un’esperienza difficile ed è durata più di quanto avessi immaginato”.
Yuval ha 18 anni e come tutti i ragazzi e le ragazze è stato chiamato al servizio militare obbligatorio (36 mesi per i maschi, 24 per le femmine, per tutti i residenti in Israele indipendentemente dalla nazionalità) ed è stato processato per essersi rifiutato di farlo. Sono circa un centinaio di giovani che hanno seguito la stessa strada, assistiti tutti dall’associazione Mesarvot (significa “coloro che si rifiutano”) che denuncia un aumento delle richieste di obiezione e contemporaneamente un maggior irrigidimento delle autorità militari nel perseguire i “refusnik”. Mesarvot è presente a tutti i processi dal 2015, aiuta e promuove l’obiezione di coscienza e fa parte del cosiddetto “blocco contro l’occupazione”, la parte di società civile che lotta contro apartheid e colonizzazione in Palestina.
Ci sono altre associazioni di disobbedienza in Israele come come Shministim, Neturei Karta, Mateh Chomat Magen, New Profile. Alcune sono associazioni di veterani come Yesh Gvul, formata nel 1982 dai riservisti che si rifiutarono di prestare servizio militare in Libano e che poi hanno esteso il loro rifiuto ai Territori occupati: "Non spariamo, non piangiamo e non prestiamo servizio nei territori occupati!". Anche l’associazione Ometz LeSarev (“il coraggio di rifiutare”) raccoglie i riservisti dell’esercito che si rifiutano di prestare servizio oltre i confini del 1967. Dal 2002 la Corte suprema israeliana ha deciso che una “obiezione selettiva” non è accettabile e viene duramente repressa col carcere. In teoria, invece, una obiezione assoluta per motivi di salute o di credo religioso è riconosciuta, da una commissione militare che valuta caso per caso. In automatico, invece, viene riconosciuta agli Haredim, gli ortodossi che si dedicano allo studio e alla preghiera. Anche se la Corte suprema ha annunciato che il privilegio finirà e il tema è oggetto di uno scontro tra i partiti religiosi e l’esercito.
In Eritrea, invece, l’obiezione di coscienza è illegale e coloro che cercano di sfuggire alla coscrizione forzata sono soggetti a detenzione arbitraria in condizioni altamente punitive, nonché a sparizioni forzate e tortura. Lo denunciano diverse inchieste delle Nazioni Unite: "I coscritti eritrei hanno continuato a essere costretti a partecipare al servizio nazionale/militare sotto la minaccia di severe punizioni per se stessi e per le loro famiglie". Per altro la durata del servizio può essere prolungata all’infinito. E gran parte dell’emigrazione massiccia di giovani maschi che dal Paese è dovuta proprio a sfuggire dal servizio militare.
E poi ci sono la Russia e l’Ucraina. L'articolo 59 della Costituzione russa tutela il diritto di non imbracciare le armi per motivi di coscienza: “Se le convinzioni personali o la fede religiosa di un cittadino sono in contrasto con l'adempimento del servizio militare (obiezione di coscienza), egli ha il diritto di sostituirlo con un servizio civile alternativo, nei casi e nei modi stabiliti dalla legge”. Solo che la legge stabilisce tempi stretti, condizioni molto difficili e proposte alternative a carattere punitivo. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza russo è stato dichiarato ufficialmente "agente straniero" dal Ministero della Giustizia. E chi si rifiuta di combattere rischia fino a 10 anni di reclusione.
Per questo esiste un’organizzazione chiamata Idite Lesom – letteralmente "attraversare la foresta", ma in gergo "perdersi" – che aiuta i giovani russi a evitare la coscrizione scappando dalla Russia e cercando rifugio in Paesi che non rimpatrieranno i disertori. “La nostra missione è che meno persone possibili spingano il grilletto” dicono gli organizzatori, ovviamente tutti all’estero e molto riservati (tutto parte da un canale Telegram), che dichiarano di aver aiutato quasi 70mila giovani ad “andare nel bosco”. Mentre secondo Al Jazeera sarebbero 50mila i disertori denunciati in Russia e oltre 21mila i soldati che si sono rifiutati di combattere.
In Ucraina invece, a gennaio scorso, il ministro della Difesa Mykhailo Fyodorov ha dichiarato che oltre 200.000 giovani, ovvero più del 20% dei militari in servizio attivo, si sono resi irreperibili o hanno disertato, e oltre due milioni stanno eludendo la leva. In Ucraina la legge marziale ha sospeso la possibilità di avvalersi di un servizio civile alternativo al militare e diversi obiettori vengono perseguitati. Il caso più noto in Italia, seguito dal Movimento Nonviolento e dalla rete Pace disarmo oltre che da “Un Ponte per…”, è quello di Yurii Sheliazhenko, pacifista e difensore dei diritti umani, segretario del Movimento Pacifista Ucraino, direttore dell'Istituto per la Pace e il Diritto in Ucraina, obiettore dal 1988, più volte arrestato e rilasciato.
Lo European Bureau for Conscientious Objection (EBCO) ha lanciato una campagna #ObjectWarCampaign che chiede all’Unione europea “di concedere protezione e asilo ai disertori e agli obiettori di coscienza della Bielorussia e della Federazione Russa; di esortare il governo ucraino a smettere di perseguitare gli obiettori di coscienza e a garantire loro il pieno diritto all'obiezione di coscienza al servizio militare; e di aprire le frontiere a chi si oppone alla guerra nel proprio Paese mettendo a rischio la propria persona”. Il Movimento Nonviolento tra le molte azioni di informazioni e sostegno che promuove sul tema sostiene diverse associazioni e obiettori attraverso un fumetto intitolato “Dietro un’obiezione, storie di chi ha scelto la propria coscienza” di Robin Esto (il link più sotto). Un ottimo modo per conoscere la storia di chi lotta.
La carta europea dei diritti, la Cedu, lo garantisce all’articolo 10 e la Risoluzione 1998/77 delle Nazioni Unite stabilisce che il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare è tutelato dall’articolo 18 del Patto internazionale sui diritti civili e politici che riconosce la libertà di religione, coscienza e credo. La risoluzione, ribadita più volte anche dal Consiglio dei diritti umani – da ultimo nel 2019 – afferma che gli stati devono “evitare di incarcerare e punire ripetutamente gli obiettori per il mancato adempimento del servizio militare”.
La politica europea però non segue i principi della sua Carta e non protesta né oppone alcuna sanzione ai Paesi che continuano a perseguitare un diritto fondamentale, quello all’obiezione di coscienza alle armi e alla violenza.
Fonti
War Resister’s International - Sulla registrazione automatica: https://wri-irg.org/en/story/2026/us-activists-mobilize-against-plans-automatic-registration-potential-draftees
Edward Hasboruck – sito personale: https://hasbrouck.org/
National Network Opposing the Militarization of Youth: https://nnomy.org/en/
Documento delle associazioni USA contro la registrazione automatica: https://comdsd.org/pdf/Joint_Statement_Opposing_Automatic_SSS_Registration.pdf
Bafza - Le regole tedesche per l’obiezione di coscienza: https://www.bafza.de/rat-und-hilfe/kriegsdienstverweigerung-kdv
Mesarvot – Associazione di sostegno agli obiettori in Israele: https://mesarvot.wixsite.com/mesarvot
Gariwo – il prezzo di essere obiettori in Israele: https://it.gariwo.net/magazine/medio-oriente/il-prezzo-da-pagare-per-essere-obiettori-di-coscienza-in-israele-27110.html
ONU - Eritrea: grave human rights violations remain the norm: https://www.youtube.com/watch?v=2Y9AtI2qH98
Al Jazeera - How to escape Russian’s Army: https://www.aljazeera.com/news/2026/5/4/how-to-escape-russias-army-soldiers-serving-in-ukraine-seek-a-way-out
CNN - Ukraine’s new defense chief reveals 200,000 soldiers have gone AWOL and 2 million are dodging draft: https://edition.cnn.com/2026/01/14/world/ukraines-new-defense-chief-reveals-200-000-soldiers-have-gone-awol-and-2-million-are-draft-dodging
Idite Lesom – Organizzazione per la diserzione dalla Russia: https://iditelesom.org/en
Movimento NonViolento - Campagna e fumetto: https://www.movimentononviolento.it/campagne/obiezione/finanziamo-gli-obiettori-in-ucraina-e-in-israele-un-fumetto-per-raccontare-una-storia-bielorussaz




