“Bufera”, “scontro”, “tensione” tra NATO e Italia, tra Rutte e Meloni: i giornali italiani hanno enfatizzato la notizia data dal Segretario generale della NATO sui 500 voli partiti dalle basi USA nel nostro Paese in 60 giorni di attacchi aerei all’Iran. Ma guardando dentro quanto dichiarato, si può vedere una chiara dimostrazione di quanto guerra e riarmo abbiano preso il sopravvento sulla politica.
Rutte sta dando una intervista a Fox News, la più trumpiana delle all-news, e viene incalzato dal conduttore sulle reiterate rimostranze di Trump agli alleati che l’hanno lasciato solo nella guerra all’Iran (Operazione Epic Fury per il Pentagono, ribattezzata Epic Failure dagli oppositori al Congresso che hanno appena ottenuto l’obbligo di un voto parlamentare per bombardare ancora). Probabilmente per blandire Trump sulla partecipazione europea alla guerra all’Iran, risponde:
“Sono completamente d’accordo con il disappunto di Trump, ma faccio un esempio: 500 aeroplani statunitensi sono decollati dalle basi USA in Italia per supportare Epic Fury, è un numero molto significativo; in tutto sono 4-5.000 gli aerei decollati dall’Europa. Pensate che in Romania, nella capitale Bucarest, hanno dovuto ridurre i loro voli commerciali civili per mettere a disposizione le i serbatoi di carburante per gli Stati Uniti. Tutto questo è stato fatto. Ed è quello che dirò al presidente per uscire dalla visione ristretta e fargli percepire il quadro più grande di quello che lui ha fatto per la NATO”.
Rutte elenca gli enormi investimenti europei nel riarmo e ribadisce che nessun presidente prima di lui era riuscito a far aumentare il sostegno europeo della NATO. Mai così tanti soldi, soldati, armi. Rutte lo ringrazia e lo elogia ancora. Il giorno dopo i leader dell’E5 (Germania, Francia, Gran Bretagna, Polonia e Italia) a Berlino gli hanno confermano in una call, sempre con Rutte, di voler insistere nel riarmo e nella sostituzione degli USA come principali partner dell’Ucraina nella guerra alla Russia. Quindi, conferma Rutte, l’agenda di Trump è al centro della politica della NATO e degli alleati. Non si sa se basterà a convincerlo ma basta per continuare a iniettare denaro nel sistema che più ne ha già ottenuto: la difesa.
Quello che è successo, quindi, va molto oltre il “fatto italiano” e conferma che il riarmo è la strada senza uscita imboccata per i bilanci pubblici, a debito, sotto la guida NATO, per compiacere l’alleato che continua però a manifestare la propria insoddisfazione contro gli europei e chiede più soldi. Sembra uno scacco ma l’Europa invece, o almeno i suoi principali leader, sono soddisfatti che qualcuno le abbia riconosciuto un ruolo (forse) e si sprecano i discorsi sull’occasione per l’Europa di diventare “grande”. In realtà stiamo aumentando la dipendenza dai militari in generale e dal sistema USA in particolare e ipotechiamo le generazioni future a ripagare un bilancio insostenibile, come ha detto il FMI nel suo report quadrimestrale intitolato: “L’economia globale all’ombra della guerra” (ne abbiamo parlato anche in un QB precedente).
Le frasi di Rutte, quindi, non sappiamo se siano anche una “trappola” come ipotizzato da alcune ricostruzioni giornalistiche. Il tema sono i soldi per le commesse militari e il peso che avranno nei rapporti politici atlantici: non le simpatie personale, le photo opportunity o gli inviti a cena. Fa parte ormai della narrazione per cui sappiamo cosa mangiano o come si salutano i leader mondiali, ma non sappiamo cosa hanno davvero deciso.
La ricostruzione di Rutte dice anche alcune cose proprio sul ruolo dell’Italia e anche della Romania. Partiamo da quest’ultima: è diventato il Paese fulcro del fianco Est della NATO contro la Russia. Non a caso ospita quella che tra poco sarà la più grande base aerea NATO d’Europa, sulle coste del Mar Nero ad appena 110 km dal confine ucraino, utilizzata come punto di transito e supporto in questi anni, con 1.400 soldati USA di stanza. I lavori di ampliamento sono in corso. Ospita anche una delle principali basi di intercettazione dei missili della NATO in Europa a Deveselu, nel Sud del Paese verso il confine con la Bulgaria. La Romania poi ha anche un governo filo-USA e infatti è uno dei pochi Paesi ad aver autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare infrastrutture militari sul proprio territorio per la guerra in Medio oriente, con uno schiacciante voto del Parlamento in marzo (272 favorevoli, 18 contrari e 5 astenuti). Siede anche nel Board of Peace come Paese osservatore. Come l’Italia.
L’Italia, invece, è la storica piattaforma aerea nel Mediterraneo per gli USA, almeno dalla fine della Seconda guerra mondiale, e ospita sia strutture USA che NATO. Per l’alleanza la più importante è il Comando della Allied Joint Force Command (in italiano “Comando delle forze congiunte”) a Napoli; uno dei tre comandi operativi strategici che coordina praticamente tutte le operazioni nel Mediterraneo, verso Nord Africa e in parte Medio oriente (compresa la base missilistica in Romania di cui sopra). È stato il Comando operativo delle guerre della NATO: in Bosnia-Erzegovina, in Kosovo e in Libia. Per offrire una comparazione, secondo Repubblica, per i 77 giorni di guerra in Kosovo nel 1999 sarebbero partiti da tutta la penisola italiana 38.000 voli militari (di cui 3.500 bombardamenti). La comparazione con i 500 voli di questa ultima guerra, solo logistici dice la NATO, è poca cosa. D’altronde eravamo la più importante base operativa della guerra.
La distinzione tra basi NATO e statunitensi è sottile perché spesso convivono accanto sullo stesso territorio; l’esempio di Napoli è lampante: al comando NATO si affianca quello della Sesta Flotta degli Stati Uniti, con catene di comando separate. La base USA più grande in Italia è Camp Darby, tra Pisa e Livorno, la più grande base di munizionamento e magazzino dell’esercito USA al di fuori dei confini federali per carri armati, veicoli blindati, equipaggiamento pesante che rapidamente può essere messo a disposizione con il nuovo collegamento ferroviario verso il porto di Livorno per convogli fino a due chilometri come vuole lo standard NATO. È un territorio USA in Italia.
Poi c’è “l’hub del Mediterraneo” ovvero la base aerea di Sigonella, in Sicilia, che fa da supporto logistico alla Sesta Flotta degli Stati Uniti, fornisce rifornimento e manutenzione aerea e navale a tutte le forze USA e NATO che transitano nel Mediterraneo ed è la principale base operativa per i droni da ricognizione ad alta quota utilizzati per il monitoraggio strategico del Nord Africa, del Medio oriente e del quadrante marittimo meridionale ed orientale. È anche una delle principali stazioni di controllo e monitoraggio e non a caso sempre in Sicilia, a Niscemi, c’è il MUOS, ovvero una delle quattro stazioni terrestri mondiali che coordinano la rete di telecomunicazioni criptate globali delle forze armate statunitensi. Sull’importanza dello scalo e il suo costante coinvolgimento nelle più recenti guerre in Medio oriente potete leggere le inchieste del giornalista pacifista e blogger Antonio Mazzeo che segnaliamo più sotto. O ricordare diversi “casi Sigonella” di questi decenni, quando gli USA decidono di usare la base anche per quel che l’Italia considera non conforme ai trattati.
Anche per Sigonella vale la promiscuità tra NATO e USA, come vale per Aviano ed Ederle, a Pordenone e Vicenza: la prima è la base aerea che ospita squadroni di cacciabombardieri con tanto di bombe atomiche tattiche B61, pronte all’uso in caso di attivazione dei protocolli di difesa collettiva (secondo il SIPRI di Stoccolma). Quindi una base che può partecipare a una eventuale guerra nucleare. Non è la sola perché ce n’è un’altra poco distante – e tutta italiana – con funzioni “nuclear sharing”, cioè di condivisione nucleare con gli USA e la NATO ed è Ghedi a Brescia. Aviano è stata fondamentale per le guerre nei Balcani. Di Ederle a Vicenza e di tutta la Military Community di 20.000 persone dell’esercito statunitense che vivono nella provincia abbiamo già parlato in questo QB.
Quindi, l’Italia è ancora un hub strategico per gli USA e per la NATO, spesso confuse, anche se l’importanza dell’Italia si è ridotta con l’accresciuta militarizzazione di altri Paesi NATO come Turchia, Romania, Bulgaria e in parte Grecia. Ma rimaniamo fondamentali. Gli accordi stipulati nel 1951 con la NATO e nel 1954 con gli USA (e rinnovati nel tempo) per utilizzare le basi definiscono il quadro di ciò che gli USA possono fare. Ma sono accordi secretati, così come sono secretate le operazioni che si svolgono. Quindi possiamo solo credere sulla fiducia a Crosetto quando dice che i numeri di Rutte sono “fallaci” e che al massimo sono 200 i voli partiti dall’Italia per la guerra all’Iran. Oppure quando Giorgia Meloni dice: “accordi che abbiamo sempre rispettato, e che non possono essere violati finché io sarò presidente del Consiglio. l’Italia resta una nazione sovrana”.
Il ministro Crosetto ricorda che i voli “logistici” sono autorizzati automaticamente mentre per quelli “cinetici” (cioè di veicoli che vanno a colpire) ci vuole l’approvazione del governo, e quindi, non ci sono stati. Quale differenza c’è tra far decollare un bombardiere che colpisce una città in Iran o il drone che gli segnala le coordinate per fare fuoco? In questo senso anche l’Italia partecipa alla guerra, perché la sostiene. Così come partecipiamo alle guerre quando carichi d’armi vengono imbarcati e inviati dall’Italia a Paesi coinvolti nei conflitti. L’Italia sta dentro il processo di riarmo e di ritorno della guerra come strumento di politica internazionale.
Fonti
Fox News - Il segretario della NATO Mark Rutte elogia la strategia di Trump sull'Iran e affronta la frustrazione del presidente nei confronti degli alleati
FMI - Golbal Economy in the Shadow of War
https://www.imf.org/en/publications/weo/issues/2026/04/14/world-economic-outlook-april-2026
Corriere.it -
SkyTg24 - Romania, iniziati i lavori della nuova base Nato più grande d'Europa: cosa sappiamo
https://tg24.sky.it/mondo/2024/04/02/romania-base-nato-piu-grande-europa
Osservatorio Balcani - Gli Stati Uniti potranno utilizzare le basi in Romania per la guerra in Medio Oriente
NATO - Gli alleati europei assumeranno nuovi ruoli di leadership nella struttura di comando della NATO
Sole24Ore - Basi Usa in Italia, quali sono e quali le funzioni strategiche
https://www.ilsole24ore.com/art/basi-usa-italia-quali-sono-e-quali-funzioni-strategiche-AIN5EZrD
Antonio Mazzeo - Basi aeree USA in Italia: è guerra! C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria
https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2026/04/basi-aeree-usa-in-italia-e-guerra-ce.html
Peacelink - Gli accordi sulle basi militari USA in Italia rimangono segreti
https://www.peacelink.it/disarmo/gli-accordi-sulle-basi-militari-usa-in-italia




