Come vi abbiamo già raccontato, la leva è tornata in molti paesi d’Europa, volontaria e obbligatoria. Negli Stato del Nord è tornata obbligatoria nel 2015 in Lituania, nel 2017 in Svezia (entrata anche nella NATO) e nel 2023 in Lettonia, mentre in Estonia e Finlandia c’era già. In Danimarca da quest’anno un servizio militare di 11 mesi sarà obbligatorio anche per le donne (primo paese a raggiungere questa “parità”). Mentre la Croazia poi, l’ha reintrodotta recentemente e da marzo di quest’anno tutti i giovani maschi sono tornati a prestare due mesi di servizio più orientato al reclutamento poi di volontari nell’esercito e a costituire una base di “riserva”.
Gli altri due paesi europei che hanno la leva obbligatoria sono quelli neutrali ovvero la Svizzera che ha un sistema molto complesso in più anni a corsi di ripetizione e l’Austria. Germania e Francia hanno reintrodotto da quest’anno un sistema di leva volontario per rafforzare il proprio esercito e l’Italia si appresta a seguire sia per volere della NATO sia per volere del governo (ne abbiamo parlato qua: https://ripudia.it/quotidiano-bellico/esercito-pronti-alla-guerra/).
Per questo abbiamo lanciato l’appello “io obietto la guerra” che potete firmare e diffondere per tornare a ragionare di obiezione alle armi tutte e tutti insieme. Non siamo soli ci sono altre campagne che vi elencheremo ma vogliamo partire dalle domande più semplici.
Il servizio militare è ancora obbligatorio in Italia? No.
Il servizio militare obbligatorio è stato sospeso nel 2005 in seguito alla Legge 331 del novembre 2000 “Norme per l'istituzione del Servizio Militare professionale” che trasforma l’esercito in volontario e professionale. L’esercito è stato da allora progressivamente ridotto, doveva arrivare a 150mila unità, ma l’orientamento è cambiato negli ultimi anni con le richieste di riarmo e rinnovamento dell’esercito arrivate dalla NATO e con l’invasione russa dell’Ucraina.
Il servizio militare obbligatorio può essere ripristinato dal governo? Si.
La legge che regola la leva e il servizio militare è il Codice dell'ordinamento militare ovvero Decreto legislativo n. 66 del 15 marzo 2010, che al suo Libro VIII, Titolo I, articolo 1929, comma 2 recita: “Il servizio di leva è ripristinato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri se il personale volontario in servizio è insufficiente e non è possibile colmare le vacanze di organico, in funzione delle predisposizioni di mobilitazione, mediante il richiamo in servizio di personale militare volontario cessato dal servizio da non più di cinque anni”. Cioè bastano il governo e il presidente della Repubblica e lo decidono in base ai soldati che gli servono e alla disponibilità di volontari e riservisti: se mancano uomini, li chiamano.
In che casi il servizio militare può tornare obbligatorio?
La stessa legge ne indica due:
a) se è deliberato lo stato di guerra ai sensi dell'articolo 78 della Costituzione”;
b) se una grave crisi internazionale nella quale l'Italia è coinvolta direttamente o in ragione della sua appartenenza ad una organizzazione internazionale giustifica un aumento della consistenza numerica delle Forze armate”.
Quindi, per fare un esempio concreto, se il governo decidesse che la mobilitazione della NATO in difesa dell'Ucraina “giustifica” un aumento consistente dell’esercito, potrebbe reintrodurre la leva obbligatoria.
Chi può essere richiamato?
Al momento, secondo il Codice militare sono richiamabili tutte le persone iscritte nelle liste di leva ovvero tutti i maschi dai 17 ai 45 anni d’età ad esclusione di una serie di casi di impedimento (ad esempio di salute). Di fatto con la leva obbligatoria sarà il Ministero della Difesa e i suoi Consigli di leva per l’arruolamento a selezionare e distribuire i giovani (in che arma per quali compiti, ecc.). Si torna in sostanza a venti e più anni fa, con un peggioramento netto: al momento non c’è più l’obiezione di coscienza.
Cosa sono le liste di leva?
Il ripristino del servizio di leva, volontario o obbligatorio, si basa sulle liste di leva che vengono compilate dai Comuni (e dai servizi consolari per gli italiani residenti all’estero) e messe a disposizione del Ministero della Difesa. Ogni anno i Comuni avvisano (“mediante manifesto o altri idonei mezzi di divulgazione”) i maschi diciassettenni dell’obbligo di iscrizione alla leva, annotano impedimenti ad esempio sanitari e altre situazioni (residenza all’estero, ma anche obiezione di coscienza quando era in vigore) e il 1 febbraio il Sindaco comunica la “lista definitiva di leva” ovvero “l'elenco dei giovani iscritti nella lista” per quell’anno. Poi durante continua ad aggiornare la lista con eventuali nuove notizie e annotazioni.
Esiste ancora l’obiezione di coscienza? No.
Con la sospensione della leva obbligatoria e la semplificazione amministrativa, la legge 230 che regolava l’obiezione di coscienza al servizio militare è stata abrogata. Non esiste più quindi, un meccanismo che protegge chi si “oppone all’uso delle armi” dall’eventuale ritorno del servizio militare. È probabile che dopo la lunga lotta per l’affermazione del diritto all’obiezione di coscienza con più leggi che dal 1972 hanno progressivamente parificato il servizio civile a quello militare e due sentenze della Corte costituzionale che hanno sancito l’uguale contributo alla “difesa della patria” dei due servizi (militare e civile) ci sia consuetudine e materia giuridica perché l’obiezione possa tornare, ma al momento una legge non c’è.
Obiezione di coscienza e Comuni
Se non sai cosa è l’obiezione di coscienza e il servizio civile alternativo al servizio militare il sito ufficiale del Dipartimento delle Politiche giovanili fornisce una “storia” e degli strumenti di approfondimento a questo link: https://www.politichegiovanili.gov.it/servizio-civile/obiezione-di-coscienza/ La propria obiezione di coscienza al servizio militare, finché è esistita, si poteva comunicare ai Comuni per essere annotata nelle liste di leva che poi venivano trasmesse al ministero della Difesa. Questa pratica può essere ripresa oggi come gesto politico come suggerito da alcuni sindaci come quello di Capaci (in provincia di Palermo) che ha già dichiarato pubblicamente la propria disponibilità raccogliendo il plauso e il sostegno di tante altre amministrazioni. E da alcune campagne come la nostra.
Che fare? Obiettare comunque e diffondere le campagne
Al momento si può solo sostener le diverse campagne che tutte insieme stanno cercando di affrontare il tema:
- firmando l’appello “io obietto la guerra” di EMERGENCY e della campagna R1PUD1A www.ripudia.it;
- diffondere tra i giovani l’appello “Guerra alla guerra: Il futuro non si arruola” di Rete della Conoscenza, Link e UDS per scrivere ai Comuni la propria obiezione di coscienza: il modulo lo trovate qua: https://docs.google.com/document/d/1dOlPjtX9UKE-EbK61yBeFxV0aXU57ohkusW_ve8vw7s/edit?tab=t.0
- sostenendo l’iniziativa dei sindaci che hanno ricominciato a segnare le dichiarazioni di obiezione di coscienza che arrivano dai giovani (pioniere il Comune di Capaci nella città metropolitana di Palermo);
- Inviare la propria dichiarazione di obiezione di coscienza a governo, presidente della repubblica e ministero della difesa come propone il Movimento Nonviolento a questo link: https://www.movimentononviolento.it/campagne/obiezione-alla-guerra
- sostenere la legge di iniziativa popolare promossa da Rete Pace disarmo, Sbilanciamoci e altre associazioni per la Costituzione di un Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta (all’interno della Presidenza del Consiglio) che potete leggere e firmare qua: https://www.difesacivilenonviolenta.org/
Abbiamo molto da fare tutte tutti insieme. Restiamo in contatto. per chi volesse partecipare più attivamente ecco le proposte di R1PUD1A a questo link: https://ripudia.it/agisci/
Fonti
Collettiva - La leva in Europa https://www.collettiva.it/copertine/internazionale/leva-militare-europa-cosa-cambia-rlzuhjv1
QB - Siamo pronti alla guerra https://ripudia.it/quotidiano-bellico/esercito-pronti-alla-guerra/
Difesa - Codice ordinamento militare
https://difesa.it/assets/allegati/26819/decreto_legislativo_66_2010.pdf
Presidenza del Consiglio - Obiezione di coscienza
https://www.politichegiovanili.gov.it/servizio-civile/obiezione-di-coscienza/
Rete Conoscenza, UDS e Link - Guerra alla guerra, infuturo non si arruola
https://docs.google.com/document/d/1dOlPjtX9UKE-EbK61yBeFxV0aXU57ohkusW_ve8vw7s/edit?tab=t.0
Movimento Nonviolento - Campagna Obiezione
https://www.movimentononviolento.it/campagne/obiezione-alla-guerra
Un’altra difesa è possibile - Campagna per una difesa civile non armata e nonviolenta




