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L’iscrizione alla leva diventa “automatica” in USA

L’iscrizione alla leva in USA è già un obbligo ma diventa automatica. In Francia esiste anche la Giornata della Cittadinanza e della Difesa obbligatoria. E l’obiezione di coscienza?

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EMERGENCY

07 Maggio 2026

Negli Stati Uniti dovrebbe tornare la registrazione automatica dei 18enni nelle liste di leva, mentre ora viene richiesta una auto-registrazione sempre obbligatoria. Il condizionale è d’obbligo visto che è una proposta avanzata a fine marzo al governo da parte della Selective Service System (SSS), l’agenzia governativa che sovrintende appunto alla registrazione di tutti i cittadini statunitensi e immigrati (solo maschi) dal loro 18esimo anno di età perché “in caso di emergenza nazionale il Servizio possa usare il registro per fornire personale al Dipartimento della Guerra e ai servizi alternativi per gli obiettori di coscienza autorizzati dal Presidente e dal Congresso”.

La legge federale dice che dovrebbero iscriversi entro 30 giorni dal compimento del 18esimo, ma molti lo fanno in ritardo nonostante sia prevista una pena fino a 5 anni di prigione per chi non provveda. La motivazione ufficiale dell’automatismo sarebbe la semplificazione, da un lato, e poi per risparmiare i “milioni di dollari” che ogni anno sarebbero spesi “per ricordare agli aventi diritto che la registrazione è obbligatoria tra i 18-25 anni”. Ovviamente con l’esercito USA impegnato su molteplici fronti del mondo, è scoppiato il dibattito sul “primo passo verso la coscrizione obbligatoria”.

In USA la leva obbligatoria è stata abolita nel 1973 nel pieno delle proteste contro la guerra nel Vietnam e poco prima del ritiro delle truppe statunitensi.

Proprio durante la guerra del Vietnam, con l’intensificarsi della presenza USA, almeno dal 1965 in avanti si resero sempre più necessari soldati di leva (che rappresentavano circa il 20% dei combattenti) e per evitare le accuse di chiamare solo determinate categorie di persone si decise di procedere con “lotterie” in diretta tv per estrarre il giorno di nascita che sarebbe partito al fronte (“chi era idoneo ed era nato nei primi 195 giorni estratti degli anni compresi tra il 1944 e il 1950, cioè tra 19 e 25 anni, venne chiamato a servire gli Stati Uniti in guerra”). Per completezza, anche in Germania attualmente è previsto il sorteggio di leva nel caso non ci siano abbastanza candidature volontarie per riempire gli organici previsti.

Mentre in Francia non è completamente chiaro cosa preveda la procedura, per ora il ministero della Difesa ha parlato di aumentare le retribuzioni che al momento per i 10 mesi di “ferma” è previsto “uno stipendio di almeno 800 euro lordi al mese, vitto e alloggio per l'intera durata del servizio, sconto del 75% sulle linee nazionali ferroviarie. Ma la soluzione potrebbe essere più semplicemente nella chiamata diretta “dei più motivati e adatti” dice il ministero anche se non è chiaro cosa significhi: coloro che hanno espresso una possibile adesione? Ricordiamo che il ricorso alle leva obbligatoria è previsto dalla legge francese solo in caso di grave crisi nazionale o minaccia diretta. Ed è nelle mani del Presidente.

In Francia l’iscrizione alla leva è un obbligo come la partecipazione alla JDC, la Giornata della Cittadinanza e della Difesa. Fino all’anno scorso si chiamava Giornata di Preparazione alla Difesa ed è attiva dal 1997 data della fine dell’obbligatorietà della leva in Francia. Si tratta di una giornata in cui l’esercito offre ai giovanissimi “l'opportunità di scoprire il mondo militare e le sue professioni” ed è obbligatoria tra i 16 e i 25 anni. La partecipazione al JDC non solo è obbligatoria ma preclude l’iscrizione agli esami di maturità, al conseguimento della patente e ad altre certificazioni pubbliche.

La giornata è così descritta, dalle 8:30 alle 15:30, con 7 “momenti chiave”: “Cerimonia dell'alzabandiera, inno e lettura della Carta dei diritti e dei doveri del cittadino francese; laboratorio di giochi di ruolo per comprendere la difesa; Test per identificare talenti e attitudini; Workshop di tiro laser; pasto servito sotto forma di razioni militari; Forum sulle carriere: presenza del Ministero della Difesa e della Gendarmeria Nazionale, immersione nella realtà virtuale; addio repubblicano ovvero “In questo solenne momento di chiusura, la cerimonia ricorda l'importanza del rispetto reciproco e dell'impegno civico”.

Ricordiamo che in Francia come in Italia non esiste più il diritto all’obiezione di coscienza da quando è sospeso il servizio militare obbligatorio, mentre in Germania esiste come diritto Costituzionale dell’individuo. Negli USA l’obiezione di coscienza è un diritto riconosciuto anche ai militari professionisti: comincia con una dichiarazione al Service ma è sottoposto al giudizio di una “commissione”. Non basta quindi la volontà del cittadino.

“Un obiettore di coscienza è colui che si oppone al servizio nelle forze armate e/o al porto d'armi per motivi morali o religiosi”.  Nei motivi morali e religiosi vengono ricompresi anche motivi etici. “Chi presenta domanda di obiezione di coscienza è tenuto a comparire dinanzi alla commissione locale per spiegare le proprie convinzioni. Potrebbe fornire documentazione scritta o includere testimonianze personali di persone che possano confermare le sue affermazioni. La sua dichiarazione scritta potrebbe spiegare come è giunto alle sue convinzioni e l'influenza che le sue convinzioni hanno avuto sul modo in cui vive la sua vita”. Specifica però il Service: “Tuttavia, le ragioni per cui un uomo non vuole partecipare a una guerra non devono essere basate su politica, opportunità o interesse personale. In generale, lo stile di vita dell'uomo prima di presentare la sua richiesta deve rispecchiare le sue attuali convinzioni”.

Se la richiesta viene rigettata si può fare appello. Se viene invece accettata si può optare per un servizio alternativo fuori dall’esercito nei settori dell’istruzione, della salute e cura o della conservazione. Ma se non si è obiettori “totali” si potrebbe anche servire l’esercito in funzioni non combattenti e non si “verrà assegnato ad addestramenti o compiti che prevedano l'uso di armi”.

Cosa invece dice la legge in Italia sulle liste di leva? Cosa è rimasto della obiezione di coscienza? Nelle prossime puntate ve lo racconteremo, ma intanto, potete firmare il nostro appello “io obietto la guerra” ed entrare nella community della campagna R1PUD1A. E sostenere anche le iniziative della Rete della Conoscenza che con Link studenti universitari e UDS Unione degli Studenti sta lanciando per i giovani italiani l’iniziativa “Guerra alla guerra”.

Fonti:

SSN – Agenzia di registrazione per la leva USA
https://www.sss.gov/

BBC – Torna iscrizione di leva automatica in USA?
https://www.bbc.com/news/articles/cd6lx2lpl9xo

Il Post – sulla leva militare USA ai tempi del Vietnam
https://www.ilpost.it/2019/12/08/le-lotterie-per-scegliere-chi-sarebbe-andato-a-combattere-in-vietn…

Francia – Il servizio militare volontario
https://www.service-public.gouv.fr/particuliers/actualites/A18677

Francia – La giornata della Difesa e della cittadinanza
https://www.service-public.gouv.fr/particuliers/actualites/A18405

SSN - Obiezione di coscienza negli USA
https://www.sss.gov/conscientious-objectors/

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