Anche quest’anno i dati dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) confermano per il 2025 il nuovo record di 2.887 miliardi di dollari spesi in armamenti, più della metà da Usa (33%), Cina (12% con 336 miliardi e una crescita costante che dura da 30 anni) e Russia (6,6% con 190 miliardi, una vera e propria economia di guerra).
In realtà l’Europa sarebbe già in seconda posizione con 559 miliardi di dollari sommando i Paesi NATO dell’Unione, trainati dalla Germania che arriva al quarto posto con il suo piano di riarmo da oltre 100 miliardi anno oppure dalla Polonia che con un +23% resta nei primi quindici e conferma di essere orientata ad avere uno degli eserciti più forti del continente. Poi ci sono gli aumenti vertiginosi dei “piccoli” paesi europei che temono il contagio della guerra in Ucraina come Danimarca (+46%) e Norvegia (+49%), oppure quelli che cercano di arrivare almeno al 2,5% del Pil richiesto dalla NATO come la Spagna (+50%).
Infine, l’Italia al 12° posto tra i 40 Paesi con la spesa militare più alta al mondo, immediatamente dopo Israele, citata nel report SIPRI anche come caso emblematico in relazione alle strategie riguardanti la cosiddetta "contabilità creativa" e la "militarizzazione dei progetti civili", con l'esempio del Ponte sullo Stretto di Messina che secondo il governo doveva rientrare tra le opere di interesse strategico militare.
Tra le potenze emergenti si segnalano l’India con un piano di riarmo da 25 miliardi di dollari, già quarta in classifica, e soprattutto il Giappone che per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale annuncia un maxi piano di riarmo da 350 miliardi di dollari in 5 anni, nonostante le proteste e i dubbi che costituzionalmente possa farlo. Si confermano nella classifica e comunque in crescita Gran Bretagna, Arabia Saudita, Israele, Corea del Sud che già erano nelle prime 15 posizioni.
Il record del 2025 è destinato a essere superato velocemente, visto che gli USA stanno imponendo un balzo ulteriore a questa “escalation”. Se, infatti, nel 2025 con l’ultimo anno di Biden avevano ridotto la loro spesa del 7,5%, arrivando comunque a sfiorare il trilione di dollari di spesa militare in assoluto, il primo budget dell’amministrazione Trump prevede un aumento fino a 1500 milioni di dollari di spese militari per quest’anno. E ne abbiamo anche visto l’immediato e massiccio uso. Chi ha le armi prima o poi le usa dicono gli esperti, ma qui il tema è anche cosa le armi sostituiscono.
Lo spiega l’ultimo report quadrimestrale del Fondo Monetario Internazionale (FMI) intitolato “L’economia globale all’ombra della guerra”, pubblicato ad aprile, che dimostra ancora una volta alcune certezze ormai consolidate dell’analisi economica delle organizzazioni internazionali (anche quelle più liberiste). La spesa militare non fa bene alla crescita e avviene a discapito in primis di sanità e istruzione. Si tratta proprio di una spesa alternativa, di un trade off.
I dati: negli ultimi cinque anni, il 50% dei Paesi ha aumentato la spesa militare. Analizzando i dati di 164 Paesi, dal 1946 a oggi, il Fondo identifica dei comportamenti simili con delle fasi di boom della spesa militare che arriva a circa 2,7 punti percentuali del Pil, finanziato in prevalenza dal debito pubblico, con qualche segnale di crescita nel breve periodo. Ma l’illusione dura poco: perché in soli tre anni i deficit fiscali peggiorano del 2,6% del Pil, il debito pubblico aumenta del 7% e l’aumento del budget militare avviene alla fine a discapito della spesa sociale che cala in termini reali e in particolare in salute e educazione. Succede sempre ed ovunque così. Anche in Italia.
E infatti il governo voleva continuare a aumentare la spesa militare, nei prossimi anni, con lo sforamento del 1.5% del Pil offerto dalla Commissione europea a quei Paesi che, rispettando il patto di stabilità, volevano scorporare la spesa militare supplementare per continuare ad armarsi. Una delle proposte “strategiche” della Commissione per sostenere il progetto ReArm Europe. L’Italia aveva annunciato di aderire ma aveva sbagliato i conti: il disavanzo infatti sarà leggermente superiore al 3% del Pil permesso dal Patto di Stabilità e l’Italia non potrà scorporare la spesa militare.
Il governo si era impegnato in sede NATO “stanziare, entro il 2035, almeno il 3,5% del PIL per le spese di difesa e l’1,5% per la sicurezza” (il compromesso per dimostrare a Trump che tutto sommato spendevano il 5% come lui richiedeva). La previsione era di “realizzare un incremento della spesa per la difesa in rapporto al Pil fino a 0,5% su base cumulata entro il 2028”, circa 12 miliardi anno di incremento. Quelli per quest’anno in realtà sono di più: secondo l’Osservatorio MilEx la spesa militare totale in bilancio si attesta a 32,4 miliardi di euro (con un incremento del +3,52% rispetto al 2025) mentre i soli acquisti in armamenti segnerebbero un aumento di 13,1 miliardi di euro.
Ma ora la stessa Presidente del Consiglio, riportano i quotidiani, “non vorrebbe trascorrere l’ultimo anno di legislatura a difendersi dall’accusa di spendere in armi le risorse che invece potrebbero finire a calmierare l’inflazione e il caro carburante”. Un po’ tardi dopo aver segnato il record storico di spesa in armamenti dalla Seconda guerra mondiale.
Fonti
SIPRI - La spesa militare globale continua ad aumentare, con un'impennata delle spese in Europa e in Asia
https://www.sipri.org/media/press-release/2026/global-military-spending-rise-continues-european-and…
L’Espresso – Giappone riarmo
https://lespresso.it/c/opinioni/2026/4/11/giappone-proteste-costituzione-takaichi-trump/61183
Rete Pace e Disarmo – Nuovo record spesa militare
https://retepacedisarmo.org/spese-militari/2026/spesa-militare-mondiale-nuovo-record-storico-a-2-88…
FMI – L’economia globale all’ombra della guerra
https://www.imf.org/en/publications/weo/issues/2026/04/14/world-economic-outlook-april-2026
Avvenire – Il bivio in guerra è armi o welfare
https://www.avvenire.it/economia/il-bivio-in-guerra-e-armi-o-welfare-cosi-la-difesa-fagocita-la-spe…
MilEx - Il 2% dell’Italia certificato dalla NATO? Operazione contabile, non (per ora) aumento reale di spesa militare
https://www.milex.org/2026/03/27/il-2-dellitalia-certificato-dalla-nato-operazione-contabile-non-pe…
La Stampa – Meloni frena la Lega, deroghe al Patto UE solo per l’energia
https://www.lastampa.it/politica/2026/04/27/news/meloni_lega_energia_deroga_patto_stabilita-1560050…




